presentazione a cura di MARIO VARESI

ricerche di PIERPAOLO SILVESTRI

 

Il canto esprime un momento magico dell’uomo, un istante di mistero aperto all’infinito, un bisogno di sentirsi coralità per scalfire il quotidiano e tradursi a storia. Vanamente talora si cercherebbe l’autore, nascendo tali canti spesso da circostanze fortuite, vuoi drammatiche, vuoi nostalgiche, vuoi filosofiche di elementi semplici, a base inconsapevole di sapere più vasto sistematizzato. Né da sottacere nemmeno la rielaborazione di parole su musiche, entrate già nel pentagramma collettivo di euritmie, consone a stati d’animo di amore,ascesi, sacrificio. L’A.N.A.I., per celebrare degnamente il 90° di fondazione degli Arditi sul rigo pure di un’arte popolare e patriottica, ha riunito in una breve antologia (morale vademecum) alcuni di questi canti, proprio nello spirito dell’evoluzione ardita, cioè non solo degli Arditi del 1917, ma di quanti nel volgere di anni hanno perseguito discipline militari attinenti allo spirito ardito, a esempio, sommergibilisti, incursori, guastatori, carristi, paracadutisti, ecc., discipline cioè di ardimento e temerarietà, eroismo e audacia, oltre ogni consueta misura di valutazione. In siffatta dimensione accogliamo il dono artistico e storico dell’A.N.A.I. per una catarsi continua della Patria, anche attraverso il canto che travalica ogni attuale sofferta amarezza. Così ciascuno potrà conservare animo sereno nelle gravi contingenze, secondo il verso di Orazio: “Aequam memento rebus in arduis servare mentem.” (Ricorda di conservare nelle ardue imprese equa la mente.)

PASSAN GLI ARDITI …

 

Passan gli Arditi
E van verso la frontiera.
Le bombe a man
volando van:
Olà, olà
E la vittoria l’ha già nel cor.

Bel battaglione di fiamme nere!
È scritto là sulla tua bandiera,
bel battaglione di fiamme nere,
non c’è frontiera pel tuo destin.

A Malga Zugna,
avanti colla mitraglia!
Le bombe a man
volando van:
Olà, olà
E la vittoria l’ha già nel cor.

Bel battaglione di fiamme nere!
È scritto là sulla tua bandiera,
bel battaglione di fiamme nere,
non c’è frontiera pel tuo destin.

A primavera,
avanti bandiera nera!
Le bombe a man
volando van:
Olà, olà
E la vittoria l’ha già nel cor.

Bel battaglione di fiamme nere!
È scritto là sulla tua bandiera,
bel battaglione di fiamme nere,
non c’è frontiera pel tuo destin.

BAMBOLA

 

Notte d’ottobre. Nuvola nel cielo…
Il tenentino sogna la sua sposa…
Ti vede, o dolce bambola, in un velo
sul reggimento stanco che riposa…

Quando ad un tratto fischia la mitraglia.
Tuona il cannone nell’oscurità…
Avanti, avanti!... Ferve la battaglia
ed il tenente ardito innanzi va!

Notte d’ottobre. Bambola sognava
e sorrideva d’un sorriso live…
Nel suo lettuccio bambola sembrava
un fiorellin che sbuca tra la neve!

A un tratto mille e mille grida in lontananza!...
Si desta e getta un grido di terror…
Un uomo vede lì nella sua stanza,
un uomo armato: il barbaro invasor!

Notte d’ottobre. Bambola piccina…
non v’è il tuo amore ne la notte oscura.
Quel soldataccio ride e s’avvicina
ed il tuo sguardo è pieno di paura…

Fu, quella notte, tutto devastato,
poiché il nemico infame vi passò…,
ma l’indomani a l’alba quel soldato
in quella stanza, ucciso, si trovò!



Nota:
Tale canzone è stata insegnata a Trento dalla Signora Gabriella Rinaldi Silvestri –irredenta istriana- a suo figlio Pierpaolo, dopo la morte del marito, Tenente del Genio della prima guerra mondiale.

SUL MOTIVO DELLA "CANZONE DI OBERDAN" - L'INNO DELLA MORTE

 

Gli Arditi noi siamo d’Italia,
le fiamme che abbiamo son nere,
sappiam espugnar le trincere
e discacciarne il difensor

Col pugnal si sgozzerà
ogni nemico senza pietà!

Chi Ardito è, vittoria avrà!
Evviva il Re e la libertà!

Vogliamo redimere il suolo
che il piede stranier ha oltraggiato;
gli Arditi l’han tutti giurato
sterminio e morte all’invasor.

Col pugnal si sgozzerà
ogni nemico senza pietà!

Chi Ardito è, vittoria avrà!
Evviva il Re e la libertà!

Vogliamo riprendere il Carso,
a Trieste piantar la bandiera,
a Trento non si ferma la schiera
che conquistare vuole l’imper!

Col pugnal si sgozzerà
ogni nemico senza pietà!

Chi Ardito è, vittoria avrà!
Evviva il Re e la libertà!

SUL MOTIVO DELLA "CANZONE DI OBERDAN" - GLI ARDITI D'ITALIA

 

Arditi, italiche vette
l’eterno nemico scalò;
l’han visto le nostre vedette
far preda all’italico suol.

Bon – bon – bon – bon

All’armi, stringiamo le schiere
si combatta con fermo valor:
dove piantiamo le nostre bandiere
non passi giammai lo stranier

Bon – bon – bon – bon
O bell’arditi
arditi d’Italia!
Son pieni d’onore
Son pieni di fè! *

Vedete: si piega e vacilla
ai colpi del nostro valore:
coraggio, ripete la squilla,
sull’Alpi si vince o si muor.

Bon – bon – bon – bon

La candida neve s’arrossa
col sangue del torvo stranier:
qui trova il superbo la fossa
dov’egli sognava l’imper.

Bon – bon – bon – bon
O bell’arditi ecc.

Udite di là delle cime
un suon di sinistro flagello?
È il nostro fratello che opprime
lo sgherro dell’Austria crudel.

Bon – bon – bon – bon

 

 

Nota: Del ritornello “O bell’arditi arditi d’Italia…” non si conosce la musica

LA CANZONE DEL XXVI REPARTO

 

Noi siamo gli arditi
che vanno alla morte,
col sogno d’un forte
col cuore al destin.
Chi pugna non teme;
chi cade non geme;
sol una è la gloria…
vittoria, vittoria!

Noi siam le fiamme rosse,*
noi siam le fiamme nere:
noi siam le prime schiere
a vincere o morir.

Per i monti e per dirupi
nell’orride gole
con balzi da lupi,
nel buio e nel sole.
Per correr si vola,
si frena il respiro:
è nostra la scuola
del “mai mi ritiro”

Noi siam le fiamme rosse*
Noi siam le fiamme nere:
noi siam le prime schiere
a vincere o morir



*Nota:
Le” fiamme rosse” sono intese come Corpo dei Bersaglieri.
Gli Alpini cantavano “fiamme verdi”.
Di questa canzone si è persa la musica

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